| Mappe immaginali
Le
mie “icone” vogliono essere tracce rappresenative della forma primitiva e nascono dal desiderio di "gridare" il senso della vita,
colto nel suo aspetto più poetico, perché è poesia il candore dell'infanzia così come
il dolore della consapevolezza dell'essere.
L'esistenza
viene quindi tramutata in "mappe", dove I segni dell'immaginazione si trasformano in linee forti e violente, dove
l'incontro produce, in modo del tutto spontaneo, la naturalezza del vivere,
"colpito" quotidianamente dal presente. E il presente ricorda il passato come ciò
che non è
più, come ciò che vorremmo ci fosse ancora.
Annamaria
Suppa
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